Toscana a tavola – Alla scoperta di nuovi aromi e sapori

Toscana a tavola: lasciati i monti della Garfagnana scendiamo a valle e ci dirigiamo verso Pistoia, entrando così nella Valdinievole, un’ampia vallata circondata da montagne e colline. Qui troveremo piccole città come Pescia, Montecarlo, Montecatini Terme, Monsummano, Lamporecchio, ognuna di queste nota per una sua specialità alimentare.

Pescia - Il Duomo (Photo by @visittuscany.com)

Pescia – Il Duomo (Photo by @visittuscany.com)

Sapori della Valdinievole

Cominciamo il nostro itinerario da Pescia, la città principale della Valdinievole, famosa per essere il centro di floricultura più importante dell’Italia centrale. Nel centro storico medievale troveremo diversi indizi dell’antica tradizione culinaria di questa zona, basata rigorosamente sui prodotti del territorio. La nostra indagine ci porterà così alla scoperta dei fagioli di Sorana, tipico prodotto DOP, proposti nei ristoranti come contorno o antipasto, insaporiti dalla bottarga di tonno grattugiata. A primavera troveremo gli asparagi di Pescia, saporiti e polposi, da gustare con il risotto, le tagliatelle o semplicemente con olio e limone. Fin qui niente di elaborato, ma veniamo ora ad un piatto che richiede diverse ore di cottura: è la concia alla pesciatina, uno stufato saporito a base di naso, guancia e coda di vitello, molto apprezzato dagli abitanti della zona. Da non tralasciare i primi piatti, dove spiccano tortelli e ravioli con ripieni di funghi, di carciofi o al tartufo, serviti con un’infinità di sughi diversi e i maccheroni di farina di castagne, conditi con una salsa alle noci. Ovviamente un menù così ricco deve essere accompagnato da una buona scelta di vini, che potremo degustare nell’antico borgo medievale di Montecarlo, principale centro vinicolo della Valdinievole. Nei molti ristoranti affacciati sul corso principale, interamente pedonale, avremo modo di apprezzare la qualità dei vini che qui vengono prodotti e che hanno fatto di questo piccolo borgo un centro di fama internazionale nella produzione vinicola. Non molto distante da Montecarlo è Montecatini Terme, elegante centro di vacanze all’insegna del benessere, che offre come prodotto principale non il vino, bensì…. l’acqua, termale ovviamente! Ma per trascorrere una vacanza di vero benessere non si può trascurare il piacere della tavola, che nei ristoranti dei grandi alberghi o nelle semplici trattorie del centro trova le più molteplici espressioni. Sempre in centro, vale la pena di visitare i caratteristici negozi di pasta fatta in casa, lavorata rigorosamente a mano secondo l’antica tradizione locale. Da non dimenticare infine anche una sosta in pasticceria, per un doveroso assaggio dei necci, crepes di farina di castagne ripieni di ricotta o nutella. Probabilmente questa nostra ricetta di benessere mal si addice ad una tipica “vacanza rigenerante” proposta dai centri termali, solitamente costituita da programmi anti-stress, relax e, soprattutto, dimagrimento. La nostra gita, scarsamente dietetica, ci porta ora a Monsummano, altra località termale, che offre una squisita proposta per il palato: il cioccolato e le sue innumerevoli divagazioni. Fra queste troviamo il cioccolato fondente, il cioccolato al latte, la crema spalmabile e naturalmente i classici cioccolatini, oltre alle raffinate e decoratissime uova di Pasqua. Tutti prodotti questi che nascono da un’attenta lavorazione artigianale, che è la caratteristica fondamentale del successo ottenuto dall’azienda Slitti, marchio ormai consolidato nel panorama dolciario nazionale. Il nostro itinerario nella Valdinievole volge al termine, ma prima di andare in direzione di Pistoia e delle sue montagne non possiamo tralasciare i famosi brigidini di Lamporecchio. Questi biscotti sottilissimi, croccanti e aromatizzati all’anice, devono la loro origine a questa località, ma sono ormai talmente diffusi da essere presenti sulle bancarelle di tutte le feste di paese.

Pistoia - Piazza del Duomo (Photo by @italianosveglia.com)

Pistoia – Piazza del Duomo (Photo by @italianosveglia.com)

Ci spostiamo quindi verso la città capoluogo, Pistoia, circondata dalla meraviglia dei suoi vivai che offrono piante di tutti i tipi e dalle forme più disparate. A queste andranno ad aggiungersi i boschi di castagni e le foreste di abeti, che incontreremo salendo verso le montagne, accompagnati così da una natura lussureggiante nel nostro itinerario enogastronomico.

Toscana a tavola: la “cucina povera” di Pistoia e le specialità della montagna

Nel centro medievale della città, racchiuso tra antiche mura, le numerose trattorie propongono i piatti tipici della cucina pistoiese, che nascono da una tradizione di semplicità e genuinità dei prodotti utilizzati. È questo il caso della zuppa del carcerato, ottenuta bagnando il pane raffermo nel brodo di interiora di vitello, dette anche rigaglie. Seppure classificati come “cucina povera”, questo e altri piatti tradizionali arricchiscono un menù fatto di antichi sapori, tramandati attraverso i secoli. Ecco quindi la ribollita, la pappa al pomodoro, il lampredotto con le salse, la trippa e per finire, gli immancabili cantucci con il vin santo. Alla ricerca di aria fresca, in fuga dalla calura di Pistoia, Firenze e Lucca, nelle giornate estive i cittadini prendono la strada che sale verso l’Abetone, per trovare refrigerio tra i boschi e nei piccoli paesi di montagna. Ma non solo: in queste zone una natura generosa regala i frutti più prelibati, come i funghi e gli squisiti frutti di bosco. Si dice che i migliori porcini di tutta la Toscana provengano da queste montagne e quindi all’inizio dell’estate e in autunno la zona è invasa da folle di cercatori, tanto da rendere difficile trovare un parcheggio nelle strette stradine di montagna. Ma per chi predilige uno sport meno faticoso e più gustoso, basta fermarsi presso qualsiasi trattoria o ristorante, che sicuramente propone funghi freschi come piatto del giorno. Ecco alcuni di questi piatti, presenti in tutti i menù: tagliatelle ai funghi, funghi trifolati, cappelle di porcino alla griglia, filetto ai funghi porcini, sformato di funghi, insalata di ovoli, solo per citare i più comuni.

Tagliatelle ai funghi porcini (Photo by @dilei.it)

Tagliatelle ai funghi porcini (Photo by @dilei.it)

Come molte altre zone montane, anche le montagne pistoiesi sono ricche di selvaggina, che contribuiscono a rendere ancora più varia l’offerta di questa nostra Toscana a tavola. Lepri e cinghiali sono le prede più frequenti, per cui nei menù della stagione venatoria troverete sicuramente le pappardelle alla lepre o al ragù di cinghiale, e ancora la lepre in salmì e il cinghiale alla cacciatora. A conclusione di questo menù tipicamente montanaro, non potevano mancare gli onnipresenti necci, che qui vengono proposti in molteplici varianti e con diversi ripieni, tra cui, oltre alla classica ricotta, anche il rigatino salato, una sorta di pancetta. Altro protagonista dei dessert di montagna è il castagnaccio, dolce a base di farina di castagne e arricchito con uvetta, pinoli, noci e rosmarino.

Necci con ricotta (Photo by @eurospin.it)

Necci con ricotta (Photo by @eurospin.it)

In tutto il nostro girovagare per monti e colline, alla ricerca dei tesori culinari di queste zone, sicuramente si è fatta sentire anche la sete, che però, data l’altitudine non trova qui una produzione vinicola di rilievo. Nessun problema: siamo in Toscana e le possibilità di attingere ad altre zone, per trovare degli ottimi vini con cui spegnere la sete, sono molteplici! Con questa ultima tappa della nostra Toscana a tavola – Gli itinerari del gusto, non possiamo certo dire di aver completato la nostra ricerca, perché altre scoperte ci attendono e quindi, facendoci guidare da altri aromi e profumi, andremo a scoprirne i sapori.

 

Photo di copertina by @campeggioaicollifioriti.it

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