Le Isole Minori dell’Arcipelago Toscano

Vogliamo usare la definizione di isole minori dell’Arcipelago Toscano per tutti quei lembi di terra, o più spesso di roccia, sparpagliati nel mare di Toscana e visitati molto poco, se non addirittura sconosciuti. Non indicheremo quindi con questo termine solo le isole più piccole, ma anche quelle più difficili da raggiungere, spesso di rara bellezza proprio per il loro isolamento.

È il caso dell’Isola di Montecristo, a cui vogliamo dedicare la parte iniziale del nostro viaggio, anche se la sua lontananza la rende difficilmente raggiungibile da un qualsiasi porto turistico della regione. Tale difficoltà, oltre ad una distanza di ben 36 miglia nautiche, pari a circa 67 km., è data anche dall’impossibilità di trovarvi un approdo perché l’isola dal 1971 è una Riserva Naturale. Per questo motivo non è possibile pernottare e sono vietate la pesca, la balneazione e la navigazione entro 1.000 metri dalla costa. È però possibile richiedere un permesso al Corpo Forestale di Follonica, per essere autorizzati all’attracco ed allo sbarco, ma solo al molo di Cala Maestra e senza gettare l’ancora sul fondo. Per la cronaca, per ottenere questo permesso sono necessari diversi mesi.

Isola di Montecristo

Isola di Montecristo

Montecristo compare all’improvviso come un enorme scoglio grigio a forma di piramide, immerso nel blu del mare e nell’azzurro del cielo. La sua conformazione rocciosa fa sì che sull’isola la vegetazione sia scarsa e di tipo cespuglioso, mentre ben diverso è il discorso per i fondali, coloratissimi e ricchissimi di pesci, crostacei, gorgonie e coralli. Celebrata da Alessandro Dumas nel suo romanzo “Il Conte di Montecristo”, l’isola intreccia la sua storia con le vicende narrate nel libro che racconta di un favoloso tesoro, e la leggenda di San Mamiliano, che qui si rifugiò per vivere in solitudine. Si narra infatti che nell’antico Monastero fondato dal santo i monaci avessero sepolto questo tesoro leggendario, che fu cercato a lungo da pirati, corsari e avventurieri fino ai giorni nostri.

Non molto lontano da Montecristo si trova lo Scoglio Africa, detto anche Affrichella, che consiste in un piccolo affioramento roccioso sormontato da un faro. Tutto intorno i bassi fondali, ben visibili attraverso l’acqua di una eccezionale trasparenza, brulicano di vita e di colori.

Lo Scoglio Africa - Photo by @amicidimontecristo.it

Lo Scoglio Africa – Photo by @amicidimontecristo.it

Altra isola che ha vissuto una storia tormentata, prima lungamente contesa fra Pisa e Genova e divenuta poi colonia penale nel 1856, è l’isola di Pianosa. Con la definitiva chiusura del carcere nel 2011 sono cessate tutte le restrizioni che proibivano l’accesso all’isola, divenuta così una meta molto gettonata dai turisti. Per visitare Pianosa ci si può imbarcare sui traghetti che partono dall’Isola d’Elba o da Piombino, tenendo presente che non è consentito superare il numero di 250 visitatori al giorno. È possibile organizzare la propria visita contattando il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che dispone anche di un ottimo sito internet con tutte le informazioni necessarie.

Il territorio dell’isola rimane sottoposto ad alcune limitazioni, per preservare il patrimonio naturale che grazie al lungo isolamento si è mantenuto pressoché incontaminato. Questo vale soprattutto per il fondale marino, che ha conservato una ricchezza inusuale di flora e fauna, a causa del divieto di navigazione e pesca imposto dalla presenza del carcere. Infatti, nelle acque cristalline e poco profonde è possibile ammirare pesci di ogni tipo e dimensione, fino ai superbi delfini, che incrociano spesso al largo. Non meno interessante la visita del paese, ormai abbandonato, con gli edifici della ex colonia penale. E  ancora le antiche rovine romane, cui fa da sfondo un infinito mare turchese.

Isola di Pianosa - Il Porticciolo

Isola di Pianosa – Il Porticciolo  (Photo by @visittuscany.com)

Ancora un’isola che ha ospitato una struttura carceraria, tutt’ora in funzione: è l’Isola di Gorgona. Situata davanti alla costa livornese, Gorgona è la più piccola isola dell’Arcipelago Toscano, se si escludono le piccole isole disabitate, di cui parleremo più avanti.

Come sempre accaduto nella storia travagliata delle isole, anche Gorgona fu oggetto di ripetute razzie durante le invasioni barbariche prima e da parte di pirati dopo, che resero necessaria la costruzione di edifici fortificati. Ancora oggi sono visibili le antiche fortificazioni della Torre Vecchia, costruita dai pisani e della Torre Nuova, voluta dai Medici, a cui si aggiunge la Chiesa di San Gorgonio, anche questa fortificata. Nel 1869 venne istituita la colonia penale, in cui i detenuti sono liberi di muoversi all’esterno del penitenziario per dedicarsi alla coltivazione dell’orto e alla cura degli animali, ottenendo così vari prodotti agricoli, tra cui vino, formaggi e miele.

Dal 2016, grazie ad un accordo tra la Direzione del Carcere, il Comune di Livorno ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è possibile visitare l’isola, accompagnati da una guida. La partenza avviene da Livorno e i visitatori vengono suddivisi in gruppi di 25 persone, con un massimo di 3 gruppi al giorno, per cui è consigliabile effettuare la prenotazione con largo anticipo, contattando l’Ufficio Informazioni Turistiche del Comune di Livorno.

Anche a Gorgona, in conseguenza delle restrizioni imposte dalla presenza del carcere, la natura ha potuto sbizzarrirsi in tutte le sue forme, senza subire la contaminazione dell’uomo. La vegetazione è rigogliosa, grazie al clima fresco e umido e numerose specie di uccelli, anche migratori, hanno scelto l’isola per nidificare e riprodursi. Da notare che l’isola si trova al centro del Santuario Internazionale dei Cetacei, per cui non sono rari gli avvistamenti di delfini e balene, in un mare già ricchissimo di vita.

Gorgona - La Torre Vecchia

Gorgona – La Torre Vecchia  (Photo by @irintronauti.altervista.org)

Navighiamo ora verso approdi meno noti, ma non per questo meno suggestivi. Cominciamo col dirigere la prua verso le Formiche di Grosseto, che salpando da Castiglione della Pescaia distano 11 miglia nautiche, pari a circa 20 km. Situate davanti al Parco Naturale della Maremma, le Formiche sono costituite da 2 scogli ed un isolotto, detto “Formica Grande”, sulla cui sommità è presente un faro. Trovandosi così vicino alla costa le Formiche sono la meta di molti diportisti, che qui vengono per dedicarsi alla pesca o alle immersioni subacquee. In un fondale ricco di vita e colori, ma anche di reperti archeologici, sono stati purtroppo compiuti numerosi saccheggi, che hanno asportato antiche anfore ed altri oggetti di grande bellezza.

Oggi questo piccolo paradiso è in procinto di essere ulteriormente valorizzato sotto il profilo turistico, poiché nel 2017 è stato aggiudicato il bando per trasformare la struttura del faro in un piccolo albergo/ristorante. Con l’augurio che l’intervento possa rendere fruibile questo luogo, senza stravolgere la sua selvaggia bellezza, continuiamo la nostra crociera fra le Isole Minori dell’Arcipelago Toscano.

Le Formiche di Grosseto - Formica Grande

Le Formiche di Grosseto – Formica Grande  (Photo by @it.wikiloc.com)

Navigando alla volta dell’Isola d’Elba, nel canale di Piombino si avvisteranno due isolotti, che sembrano due sentinelle poste a guardia della sorella maggiore, l’Elba appunto. Le isole sono Cerboli e Palmaiola, che fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e sono state inserite fra i Siti di Interesse Comunitario, per il loro valore ambientale e naturalistico.

La più piccola è Cerboli, che appare come uno scoglio allungato in cui biancheggiano le rocce calcaree e si nota qualche rudere diroccato, unica traccia del passaggio dell’uomo. Una singolare caratteristica la accomuna alla più grande Palmaiola, che deve il suo nome alla presenza della Palma Nana, coltivata fin da epoche remote anche nella vicina Cerboli. Palmaiola inoltre può vantare la presenza di un faro, molto importante per la navigazione in questo tratto di mare piuttosto trafficato.

Isola di Cerboli

Isola di Cerboli  (Photo by @alfaimmobiliare.it)

Le due isole sono liberamente visitabili, ovviamente disponendo di una imbarcazione privata e non ci sono particolari restrizioni per l’attracco e lo sbarco. La più comoda per chi arriva dal mare è sicuramente Palmaiola, che dispone di una piccola insenatura, ideale per l’ancoraggio, e anche di un rozzo imbarcadero. Da non perdere, dopo il bagno nelle acque cristalline, l’escursione fino al faro, che offre una vista mozzafiato, a 360 gradi.

Isola di Palmaiola

Isola di Palmaiola  (Photo by @infoelba.it)

Augurandoci che le Isole Minori dell’Arcipelago Toscano vi abbiano fornito nuovi spunti per i vostri itinerari nel blu, vi attendiamo come sempre qui, in queste pagine, con nuove proposte e nuovi colori.

 

Foto di copertina: Isola di Pianosa by @tuscanypeople.com

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